Cenni storici
E' sicuramente frutto di una volontà
straordinaria la presenza a Trapani di un Conservatorio Musicale,
infatti, in tutta la Sicilia esistono adesso tre Conservatori, uno a
Palermo fondato nel 1889 un altro a Messina di più recente
istituzione e oggi (anno 2000) Trapani.
La volontà straordinaria scattò al M° Antonino Pappalardo, compianto
concittadino trapanese, direttore d'orchestra ed insegnante al
Conservatorio di Palermo che, nel 1978, con un innato e tenace
spirito d'iniziativa, una spiccata personalità ed una facoltà
organizzativa al di fuori del comune, sposò la causa di far nascere
a Trapani la sezione staccata del Conservatorio di musica di
Palermo.
Dopo il trasferimento dagli angusti locali della prima residenza
frequentati per ben 18 anni, il Conservatorio di Trapani è stato
trasferito in un’imponente sede dotata di ampi e funzionali ambienti
comprendenti 55 aule, una palestra, un'aula danza e un auditorium di
750 posti utilizzabile per esercitazioni orchestrali, concerti, e
altre importanti manifestazioni.
L’Istituto conta oggi 800 allievi, 100 docenti, oltre al personale
Assistente Amministrativo e Coadiutore. Nella nuova sede si è avuta
la possibilità di sviluppare ed aumentare il numero delle scuole
musicali e del numero degli iscritti, si è costituita l’orchestra,
il coro grande e il coro delle voci bianche con i quali il
Conservatorio svolge un' intensa attività concertistica sia
nell’intera provincia sia in altre città.
Il coro grande è formato da 100 allievi e il coro delle voci bianche
è formato da 55 allievi. L’orchestra ha un organico di 60 elementi
ed è composta da allievi selezionati dei corsi medi e superiori,
dagli allievi diplomati-tirocinanti e dai docenti.
Il Conservatorio è una scuola di produzione musicale e quindi la sua
funzione non si limita all’azione meramente didattica bensì alla
divulgazione musicale in un contesto sociale sempre più ampio. Tra
gli obiettivi principali del Conservatorio, che ha iniziato
una pianificazione progettuale artistica di grande valenza, vi è
senz’altro quello di costruire competenze professionali sempre più
avanzate affinché l'Istituto possa rappresentare un patrimonio
culturale e un bene pubblico capace di sviluppare la crescita
professionale di quanti lo frequentano.