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Come diventare bookmaker: il percorso di formazione

Per diventare un professionista, a prescindere da quale sia il settore di riferimento, servono anni di studio, preparazione e sacrificio, seguendo un percorso specifico. Un approccio che non può essere eluso nemmeno da chi vuole diventare bookmaker, ovvero da coloro che intendono sfruttare le scommesse per ottenere un guadagno. La diffusione ormai sempre più marcata delle scommesse, anche online, fa sì che sempre più persone cerchino di diventare “bookmaker”: tuttavia, esiste un percorso di formazione ad hoc che consente di poter svolgere questo lavoro. 

Diventare bookmaker, ecco cosa serve 

Un utente che aspira a gestire un bookmaker AAMS deve essere in possesso di diversi requisiti. Prima di esporli, chiariamo subito che per AAMS si intende la licenza rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli alla piattaforma in questione, che attesta come il sito operi legalmente sul territorio nazionale. Se un portale risulta sprovvisto della licenza AAMS – controllare sempre la presenza del logo sulla home page – è sempre meglio evitare ogni tipo di contatto. Una premessa necessaria a sottolineare come il ruolo del bookmaker richieda anzitutto serietà, trasparenza e affidabilità. 

Le prime caratteristiche che deve avere un buon bookmaker sono ovviamente la capacità di comprendere il settore delle scommesse sportive, mantenendosi sempre in costante aggiornamento, e capire il funzionamento delle quote: più si è bravi con il trading, meglio si potrà svolgere la mansione. Inoltre, è cosa buona e giusta dotare il sito in questione di un ottimo software, sia per far risultare sempre molto trasparente la modalità di pagamento ma anche per riuscire ad avere un “feedback” con la clientela molto esaustivo e soddisfacente. Dato che la maggior parte preferisce puntare sulle scommesse sportive, in particolare sul calcio, la conoscenza dei vari campionati (italiani ma anche esteri) e dei giocatori delle squadre che scendono in campo è senza dubbio una peculiarità. 

Per gestire nel migliore dei modi le quote e riuscire a trarne profitto, il bookmaker deve avere una conoscenza molto dettagliata dei prezzi di mercato, ed è per questo che serve una preparazione estrema sul mondo del trading. Non solo: il bravo bookmaker deve dimostrare anche una conoscenza discreta della matematica, diciamo a livello (almeno) liceale. La gestione delle quote, e quindi anche gli eventuali rischi, deve essere determinata da una buona capacità di fare statistiche e calcolare le probabilità. 

Fondamentale infondere fiducia ai clienti

Il bookmaker, che ha come obiettivo quello di ottenere profitto da una quota, dovrebbe avere piena dimestichezza di approcci matematici come i numeri fattoriali e il calcolo combinatorio, due dettagli che possono davvero fare la differenza in questo lavoro. Oltre alla matematica, il bravo bookmaker cura nella maniera adeguata anche la comunicazione verso la clientela. Come per ogni lavoro, anche per il bookmaker è fondamentale instaurare un rapporto di fiducia con i propri clienti, che devono essere motivati ad effettuare determinate giocate, consapevoli di affidare soldi ad un bookmaker trasparente e affidabile. 

Preparazione tecnica e capacità relazionali: è questo il giusto mix che serve per diventare un ottimo bookmaker e cominciare ad ottenere guadagni importanti. Nel giro di poco tempo, il bookmaker particolarmente bravo potrà raggiungere il “top” del settore, riscuotendo un grosso successo.

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